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Comunicazione e Media
Esaminati dal Consiglio di Amministrazione i risultati consolidati al 30 giugno 2010
Bergamo, 30 luglio 2010

 Comunicato stampa

Il Consiglio di Amministrazione di Italcementi S.p.A. che si è riunito oggi ha preso in esame ed approvato la Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2010.

Nel corso del primo semestre dell’esercizio i volumi di vendita del Gruppo hanno segnato una contenuta flessione nel settore del cemento e degli inerti, mentre l’attività calcestruzzo  è risultata in leggera crescita. In particolare, dopo un primo trimestre che aveva visto una sensibile contrazione dei volumi, anche a seguito di  una situazione meteorologica particolarmente negativa, il secondo trimestre 2010 ha invece registrato una crescita delle vendite in tutti i settori di attività rispetto al secondo trimestre 2009 (in particolare + 2,5 % nel settore cemento e clinker). L’andamento della seconda parte del semestre  ha permesso al Gruppo Italcementi di ridurre in modo sensibile il calo evidenziato a fine marzo e di chiudere i primi sei mesi con vendite di cemento e clinker pari a 27,5 milioni di  tonnellate (-1,1% a perimetro storico) ben sostenute dall’andamento dei Paesi emergenti che, ad eccezione della Bulgaria, hanno segnato  un progresso generalizzato. Le vendite di inerti sono state pari a 19,2 milioni di tonnellate (-4,0%), mentre il settore del calcestruzzo ha registrato un volume di 5,7 milioni di metri cubi, in crescita dell’1,8%, grazie in particolare ai progressi in Turchia, Thailandia e Kuwait.
Una difficile situazione di mercato ha comportato significativi ribassi dei prezzi in India, Bulgaria, USA e Italia. In quest’ ultimo Paese, nella parte finale del semestre, il Gruppo ha comunque registrato volumi di vendita in aumento sul corrispondente periodo 2009. Si è confermato invece, nella maggior parte dei Paesi emergenti, il positivo andamento dei ricavi unitari, in particolare in  Egitto e in Marocco.
Per contrastare e contenere le conseguenze derivanti dalla diminuzione dei volumi e dall’effetto prezzi, il Gruppo ha proseguito nella messa a regime delle misure di contenimento dei costi variabili e fissi, che hanno permesso anche nel primo semestre significativi risparmi (previsti su base annua intorno ai 100 milioni di euro).
Nel complesso il primo semestre 2010 ha registrato un fatturato consolidato pari a 2.455,1 milioni di euro, che segna una flessione del 5,1% rispetto alla prima metà del 2009 (-6,0% a parità di perimetro e cambi). L’incremento dei ricavi nel mix dei paesi emergenti (ad eccezione di Bulgaria e India) e il positivo contributo  del settore Trading si è contrapposto alle flessioni segnate in Europa occidentale e in Nord America.
Anche i risultati di gestione sono stati penalizzati dalla dinamica volumi/prezzi i cui effetti sono stati in parte compensati, come detto,  dalla riduzione dei costi operativi.
Il  margine operativo lordo, che nella prima parte dell’anno aveva subito una forte flessione, ha comunque registrato nel  secondo trimestre un miglioramento del trend, che ha permesso di riportare il rapporto sui ricavi ad un livello superiore al 21%. Nel semestre il margine operativo lordo corrente, è stato pari a 434,5 milioni  (-12,6%), di cui 298,8 milioni realizzati nel secondo trimestre (-3,1%) mentre il risultato operativo, pari a 197,9 milioni, ha registrato nel periodo un calo del 16,8%.
Dopo oneri finanziari netti per 57,7 milioni (+2,3%) su cui hanno inciso costi una tantum per circa 21,4 milioni, rettifiche di valore negative di attività finanziarie per 20,7 milioni (non presenti nel 1° semestre 2009) e imposte di 43,9 milioni (-23,8%), il risultato del semestre è stato di 81,8 milioni (-35,8%). Il calo dei risultati di società con limitate quote detenute da terzi e il maggior peso dei risultati di società in cui è presente una quota significativa di azionisti terzi hanno di fatto azzerato il risultato attribuibile al Gruppo (0,4 milioni di euro) a favore di quello riferibile alle minoranze (81,4 milioni di euro).
Il flusso degli investimenti totali pari a 274,4 milioni (394,3 milioni nel primo semestre 2009) è stato sostanzialmente destinato agli interventi di efficienza industriale e al completamento di alcuni progetti strategici (Marocco, India e Italia).
Grazie  alla attenta gestione dei flussi finanziari,ed  in particolar modo al rigoroso controllo del fabbisogno di capitale circolante, a fine giugno 2010 l’indebitamento finanziario  netto del Gruppo, pari a 2.458,1 milioni è rimasto in linea con quello segnato a fine 2009 (2.419,9 milioni), mentre il patrimonio netto si è ulteriormente incrementato superando i 5 miliardi (5.088,4 milioni contro i 4.692,2 milioni a dicembre 2009). Il gearing (rapporto indebitamento netto / patrimonio netto) a metà esercizio era pari al 48,3% (51,6% a fine 2009 e 60,8% al 30 giugno 2009).

Anche nel corso del primo semestre 2010 le attività Calcestruzzi (dettagliatamente illustrate in seguito) sono rimaste escluse dal perimetro di consolidamento del Gruppo Italcementi. Dopo la decisione del GIP dello scorso 27 aprile che ha disposto  fra l’altro la restituzione  del complesso aziendale limitatamente ai poteri di gestione ordinaria dell’azienda, Il Consiglio di amministrazione di Calcestruzzi ha conferito al Consigliere delegato della società l’incarico di condurre nel più breve tempo una ricognizione della situazione aziendale, al fine di elaborare, nel secondo semestre dell’anno, un piano industriale/finanziario per la società.

Previsioni – Il contesto macroeconomico atteso per la seconda parte dell’anno sarà caratterizzato da andamenti particolarmente differenti nelle diverse aree geografiche in cui opera il Gruppo. Proseguirà infatti la buona intonazione degli investimenti in costruzioni nei Paesi emergenti, in particolare del bacino mediterraneo, con riflessi positivi sia sui volumi che sui prezzi di vendita del cemento. Per contro, gli effetti della crisi economica e delle conseguenti restrittive politiche sui bilanci pubblici continueranno ad influenzare il mercato in Europa anche nella seconda parte dell’anno. Negli Stati Uniti, dopo un lungo periodo di recessione, sono confermate le attese di una ripresa della domanda nel secondo semestre.
In questo scenario di complessivo equilibrio per il Gruppo, permane difficile la situazione dei prezzi di vendita in alcuni Paesi, tra cui Italia ed India, il cui effetto continuerà ad influenzare negativamente i risultati operativi. I programmi di riduzione dei costi di struttura e di incremento delle efficienze industriali proseguiranno con risultati significativamente positivi, che si aggiungono a quelli già notevoli ottenuti nell’esercizio precedente.
I risultati operativi del secondo semestre dovrebbero attestarsi su valori comparabili a quelli realizzati nella prima metà del 2010.
Le azioni intraprese per la riduzione dei fabbisogni in capitale circolante, che hanno condotto ad un miglioramento sia nel 2009 che nel primo semestre 2010, proseguiranno anche per il resto dell’esercizio contribuendo al mantenimento di una solida Posizione Finanziaria Netta.




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Ultimo Aggiornamento 09/08/2010 15.27.05